Menu

Dio interiore e Dio esteriore – Salvatore Brizzi

0 Comments


Quando preghiamo Dio in realtà è la vetta più elevata del nostro stesso essere che stiamo cercando di raggiungere. È col Sé superiore che stiamo tentando una comunicazione o addirittura l’identificazione completa.

A me, però, ogni tanto, piace andare a pregare in chiesa e quando comunico nei miei corsi questa mia abitudine sconcia – e soprattutto, molto poco cooldi questi tempi – quasi regolarmente qualcuno si sente in dovere di mettermi in guardia: «Ma Brizzi perché vai in chiesa a pregare? Dio non è già dentro di noi? Non dare energia a quell’organizzazione che ha reso schiava l’umanità… …» e attacca con la solita solfa che la chiesa ci ha sfruttati e ci ha allontanati da Dio, ecc. ecc.

data-ad-layout-key="-4c+d7+2h-tv+q0" data-ad-client="ca-pub-8596588421312143" data-ad-slot="2329396741">

Il fatto che Dio rappresenti la sommità della mia stessa coscienza – la quale in verità non è mia o tua, ma è impersonale – non è in contrasto con il fatto che ci si possa recare in un luogo adibito al culto di questa coscienza, per sentirla più vicina a sé, per sentire di farne parte.

Come molti di coloro che mi conosco davvero – e non solo tramite Facebook – già sanno, io non credo nell’illuminazione on-off, ossia in un atto specifico (con una data e un luogo) che scandisce questo cambiamento: il giorno prima eri un piccolo io e il giorno dopo sei il Tutto. Credo nell’insegnamento dei maestri di Shamballa: il servizio all’umanità, la crescita interiore e il progresso della coscienza che, scandito da precise iniziazioni, prosegue all’infinito.

La realizzazione di ciò che chiamiamo Dio è di una profondità senza fine… poiché la coscienza è infinita ed eterna. Il “punto di arrivo” è solo un’illusione della mente. Questa cosa vi disturba? Facevate affidamento su un momento nel futuro nel quale sareste entrati nel Nirvana definitivo, smettendo così di cercare e soffrire? Avete diviso l’umanità fra illuminati e non illuminati, guru e discepoli, chi parla dall’Uno e chi parla di Uno? Fate attenzione, perché questa divisione netta può creare solo frustrazione e vi condanna a una vita di rincorsa di quello stato di beatitudine.

Nella Gerarchia di Shamballa c’è posto per tutti: dall’aspirante… all’iniziato… al maestro… e oltre… Tutti sono discepoli di qualcuno e tutti sono maestri di qualcuno. In una cordata infinita, ognuno tende la mano a chi è dietro di lui e si tiene ben saldo a chi è davanti a lui. Quando tu ascendi sul gradino superiore devi assicurarti che qualcuno dietro di te occupi il gradino che hai appena lasciato. Non c’è questo dualismo marcato che distingue fra illuminati e non illuminati, chi è in e chi è out.

In questo contesto c’è spazio per la ricerca del Dio interiore – con il quale mi identifico sempre di più a ogni iniziazione – e allo stesso tempo per la venerazione di quello esteriore, una trinità che rappresenta la Volontà Divina, l’Amore Divino e l’Intelligenza Divina. La venerazione del Dio esteriore consente di realizzare per mezzo del Cuore, un po’ alla volta, il Dio interiore.

Salvatore Brizzi

(professione: cane di Dio)
(D.O.G. = Dogs Of God)

 

GUARDA IL VIDEO

 

Tag:, , , , , , ,

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: