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Esistono basi aliene sul nostro pianeta

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Gli scettici sulla possibilità che realmente la vita esista nell’universo al di fuori della Terra sono soliti citare il paradosso di Fermi: “Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”. La risposta potrebbe essere tanto semplice quanto inquietante: perché tali prove sono state debitamente occultate. Ma in un mondo sempre più sorvegliato e interconnesso, è possibile celare la presenza di alieni o testimonianze di contatti “del terzo tipo” avvenuti nel corso della storia umana?

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Ladakh
Missione notturna a Ladakh

La risposta è sì, è possibile. Ci sono tuttora zone remote del pianeta, difficilmente raggiungibili e spesso molto ben sorvegliate, dove sarebbe possibile occultare la presenza di basi segrete che custodiscano segreti alieni. A Ladakh (India), vicino al confine con la Cina, negli ultimi mesi del 2012 vennero segnalati oltre 150 avvistamenti di Ufo. Il The Times of India parlò di “luci giallastre che appaiono all’orizzonte e attraversano il cielo per 3-4 ore per poi scomparire”. Il governo indiano aprì un’indagine per verificare se fossero veicoli militari cinesi, ma dopo poco tempo chiuse senza ulteriori spiegazioni l’inchiesta.

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Ladakh è solo uno dei luoghi poco accessibili in cui Ufo con equipaggi alieni potrebbero essere nascosti. Un altro potrebbe essere occultato in uno dei luoghi più visitati al mondo, il Gran Canyon. Nel 1909 due archeologi, i professori S.A. Jordan e G.E. Kinkhaid, finanziati dal prestigioso Smithsonian, affermarono di aver trovato in una grotta scavata nella roccia una città sotterranea ricca di tombe, manufatti e resti scheletrici di una popolazione preistorica, che pareva avere tratti molto simili a quelli dell’antico Egitto, con tanto di geroglifici e mummie. Gli archeologi dello Smithsonian si recarono sul posto per verificare le dichiarazioni dei due colleghi, ma al termine dell’indagine scientifica il sito venne chiuso al pubblico e la grotta sigillata, essendone tuttora interdetto l’accesso.

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Gran Canyon
Alcuni dei manufatti rinvenuti nelle grotte del Gran Canyon

Della scoperta non si parlò mai più: perché lo Smithsonian non ha mai più voluto parlarne? Nelle leggende dei nativi americani si fa riferimento a strani umanoidi che abiterebbero città sotterranee e che avrebbero salvato l’uomo da una catastrofe naturale che minacciava di spazzare via l’umanità dalla faccia della terra. Simili leggende non erano diffuse solo nel Nord America, ma ora viene da chiedersi: queste storie servivano a proteggere l’uomo o piuttosto a tener segreta l’esistenza di basi aliene? Altrove, ad esempio in America Latina, le prove archeologiche di possibili contatti alieni sembrano ancora più evidenti, come nel caso del sarcofago della tomba di Pakal, dal nome del signore Maya vissuto nella seconda metà del 600 dopo Cristo a cui era dedicata.

Gran Canyon
Cripte con «strani» corpi mummificati rinvenuti nel Gran Canyon

Secondo alcuni le decorazioni del sarcofago raffigurerebbero il pilota di un mezzo spaziale: dove potevano averlo visto gli artisti Maya? In tutto lo Yucatan esistono numerose grotte subacquee, dette “cenotes” (in Maya arcaico tzonoot), considerate sacre dai Maya che pensavano tramite esse di poter comunicare e viaggiare nel regno dell’oltretomba. E se anziché essere vie di comunicazione con dei, i cenotes avessero consentito di contattare alieni? Di grotte e condotti sotterranei è ricca del resto anche l’Europa: gli “erdstall” in particolare (in Tedesco “luogo sotto terra”) sono così numerosi che il numero esatto non è mai stato calcolato, come non è stato accertato a cosa siano serviti tali tunnel nel passato. Uno di essi in particolare, il “tunnel di Friburgo”, venne scoperto nel 2011 sotto una fattoria che per molti assomiglia a quella presso cui si sarebbe schiantato, nel 1936, un Ufo.

Pine Gap
L’iper-protetta comunità di Pine Gap.

Un altro sito difficilmente raggiungibile, Pine Gap, nel deserto australiano, fondata nel 1970 come stazione di monitoraggio di satelliti e gestita congiuntamente dall’esercito australiano e statunitense, si dice si estenda sotto terra per oltre 8 chilometri. Cosa vi accada realmente è sempre rimasto avvolto dal segreto, anche se gli abitanti della zona hanno più volte riferito di curiosi “dischi bianchi” larghi una decina di metri che sorvolano l’area della base: sono Ufo alieni o veivoli prodotti dall’uomo, magari con l’assistenza di tecnologia aliena presente nella base? Una prova sorprendente è giunta in modo del tutto inaspettato il 15 marzo 1991, quando lo Space Shuttle Discovery stava sorvolando l’area e le sue telecamere ripresero un Ufo di dimensioni gigantesche che stava sorvolando a grande altezza l’Australia ad una velocità stimata di 80 mila chilometri orari. Può essere che quest’Ufo sia un prodotto degli esperimenti di Pine Gap e nel caso che sfrutti tecnologia fornita da alieni presenti nella base? Prove ancora più evidenti della presenza di alieni sulla terra sarebbero state trovate nella base di Dulce, in New Mexico (Stati Uniti), ma questa è un’altra storia, cui presto dedicheremo un approfondimento specifico.

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