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UTA DI BALLENSTEDT

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più nota come Uta di Naumburg (Ballenstedt, 1000 – Meißen, 1046),
è stata margravia di Meissen dal 1031 al 1046, in quanto moglie di Eccardo II, della dinastia Ekkehardinger, discendente da Gonario I.
Deve la notorietà soprattutto alla statua, assai ammirata, con le sue sembianze che si trova nel coro della cattedrale di Naumburg.
Uta nacque nel castello di Ballenstedt, nell’attuale Sassonia-Anhalt. Era figlia del conte Adalberto di Ballenstedt e di Hidda, erede di Odo I, margravio (titolo corrispondente a marchese) di Sassonia Ostmark (965-993). Suo fratello fu Esico di Ballenstedt (+1060), capostipite degli Ascanidi, di origine polacca.

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Nel 1026, all’età non più giovanissima (per quei tempi) di 26 anni, sposò per motivi politici il quarantunenne margravio di Meissen Eccardo II (985-1046) e si trasferì nel castello di Albrechtsburg di quella città, dove visse per vent’anni Si sa che Uta sfuggì al rogo dopo aver affrontato un processo per stregoneria, situazione assai imbarazzante per l’austero consorte.
La coppia non ebbe prole ed Eccardo, ultimo degli Ekkehardinger, alla loro morte a Meissen nel 1046 a causa di un’epidemia, dovette lasciare il margraviato a Guglielmo III di Weimar. Furono sepolti nella cattedrale di Naumburg accanto agli antenati di lui, ma le tombe furono in seguito rimosse.
La celebrità di questa nobildonna medievale è dovuta al fatto che il cosiddetto Maestro di Naumburg, operante nel cantiere del duomo gotico tra il 1250 e il 1260, realizzò nel coro, in arenaria, dodici statue dei margravi, tra cui quelle di Uta e del marito. Lei appare molto bella e visibilmente distaccata dalla vita di Eccardo, divisi dalla sua spada e dallo scudo: nel proprio sontuoso abbigliamento ostenta una gelida regalità ed un’avvenenza distante che non ha precedenti nella scultura romanica.
La statua in pietra policroma è stata apprezzata da molti personaggi tra cui alcuni gerarchi nazisti (che vedevano il lei un simbolo della bellezza ariana) e il fumettista ed imprenditore Walt Disney (1901-1966). Ormai è accertato che quest’ultimo si ispirò a Uta per il personaggio della regina Grimilde della favola dei fratelli Grimm, Biancaneve e i sette nani, da lui trasformata nel 1937 in un celebre film.

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