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La bontà non si impara leggendo un libro

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Forse vi sarà capitato di chiedervi quale manuale usino le brave persone, che cosa leggano e dove imparino ad avere quella bontà d’animo, quella luce che li accende e che potenzia le loro virtù, visto che sembra che la loro capacità di ascoltare e i loro modi siano diversi da quelli di tanti altri.

In realtà, le brave persone non si rendono conto dell’immenso bene che seminano intorno a loro e a volte possono persino sentirsi con il morale a terra per colpa della loro estrema sensibilità, una qualità imprescindibile al giorno d’oggi.

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Si tratta di persone che hanno molti dubbi e che a volte si tormentano chiedendosi se stanno facendo bene o male. Il loro modo di essere è così puro e sincero che sono ciò che vedete, senza maschere, il che fa sì che siano anche un bersaglio facile per gli attacchi.

Qualsiasi riflessione sul nostro comportamento è positiva, ma alcune persone non hanno bisogno di manuali né di grandi modelli per fare del bene ovunque vadano: è questo il significato più autentico della bontà, che è sempre spontanea e mai artificiale. Sgorga da sola come una virtù naturale, non è mai imposta sulla base di dogmi o norme.

La bontà non dev’essere letta, solo messa in pratica

Tutti i bambini hanno un’anima pura che ha bisogno di adattarsi all’ambiente che li circonda, con maggiore o minore pazienza. Il nostro carattere, la nostra biologia e il contesto in cui cresciamo, infatti, ci rende tutti diversi. Come sosteneva Rousseau, “l’uomo è buono per natura, è la società a corromperlo”. Forse non aveva tutti i torti.

Questa bontà innata si può osservare nei bambini che possono contare su uno sviluppo positivo. Il bambino che rende partecipi i suoi compagni nel gioco, che cerca di curare un uccellino ferito e che regala a tutti abbracci e sorrisi. Un bambino spesso irrequieto, ma che trasmette sempre passione e gioia.

bambina spiaggia

Quando l’educazione annulla le nostre virtù

Gli alti livelli di violenza che si registrano nella nostra società dovrebbero farci riflettere e chiederci che cosa stiamo sbagliando nell’educazione dei nostri figli dato che quella bontà innata e spontanea si trasforma in amarezza, frustrazione e violenza. Quali modelli spirituali e sociali stiamo inculcando loro se, arrivati a un dato momento del loro sviluppo, non desiderano stabilire legami affettivi, ma solo confronti e competizioni?

Che cosa possiamo fare per alimentare la bontà naturale?

Non esistono strategie né programmi personalizzati per aumentare la bontà in un bambino, visto che basterebbe semplicemente non inculcargli modelli educativi controproducenti per vederlo compiere buone azioni. Tuttavia, esistono sempre alcuni modi di alimentare la nobiltà d’animo:

  • Eliminare la colpa dal nostro sistema educativo: il senso di colpa non è solo un meccanismo inutile, ma anche estremamente tossico per una persona. Quando facciamo in modo che qualcuno si senta in colpa, pensando che così lo castigheremo e che imparerà a non ripetere l’errore, portiamo quella persona a credere che il suo sbaglio la rappresenti. Le stiamo dicendo in qualche modo che è una persona cattiva, e questa certezza la porterà ad agire di conseguenza in altre occasioni.
  • Smettere di giudicare: non siamo il grillo parlante di nessuno. Le persone sono libere di scegliere la loro strada e di prendere le decisioni che vogliono, e anche i bambini hanno una loro individualità e un loro carattere. Invece di educarli all’obbedienza, dovremmo accettare incondizionatamente il carattere di ogni bambino che ci circonda. Non sono esseri programmati per colmare le nostre carenze per essere un’arma da impiegare contro altri adulti o per risolvere le nostre frustrazioni.
bambina felice che vola in mezzo a tanti uccellini colorati
  • Stabilire dei limiti: il senso civico e la buona educazione non sono un meccanismo di repressione, ma di libertà. Rispettare gli altri significa sapere quali sono i nostri diritti e doveri, che cosa mi piace fare e che cosa piace agli altri, e qual è il confine che separa ognuna di queste cose.
  • Favorire il contatto con la natura e gli animali: la natura ci offre calma, e gli animali amore incondizionato. Queste due virtù stanno alla base di ogni sviluppo umano, perché è la tranquillità a permetterci di ascoltare i punti di vista degli altri e sviluppare l’empatia.

La cosa migliore che possiamo fare per trovare la bontà dentro di noi, quindi, è smetterla di chiederci cosa abbiamo di sbagliato. Essere brave persone a volte è semplice quanto lo sarebbe smetterla di metterci in dubbio, per iniziare a prenderci cura di noi stessi e degli altri. Non cadete nelle forzature e non cercate una guida che vi dica che cosa dovete fare perché, come vi abbiamo indicato, la vera bontà è sempre spontanea e non è mai un’imitazione.

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