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Le incredibili immagini dell’”Occhio del Sahara” catturate dallo spazio.

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Il cosmonauta russo Sergey Ryazansky, lavorando sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha scattato una foto che ritrae lo straordinario “Occhio del Sahara”, ufficialmente chiamato dagli scienziati come la struttura di Richat: una formazione altamente spettacolare creata dalla natura oltre cinquecento milioni di anni fa.
Si tratta di una figura geologica di 50 chilometri di diametro e con la forma di un occhio di bue di colore blu e verde che spicca da un mare di sabbia dorata, situato nella parte centro-occidentale della Mauritania, in mezzo al deserto del Sahara.
La grande dimensione del fenomeno lo rende visibile anche dallo Spazio.
Gli scienziati spiegano che “l’occhio del Sahara” è apparso circa 500 o 600 milioni di anni fa. Fu scoperta durante il volo spaziale americano dalla Gemini 4, nel giugno 1965, e per il suo aspetto così caratteristico è rimasto a lungo un punto di riferimento per gli astronauti di tutto il globo.
Inizialmente si pensava fosse un cratere creato dall’impatto di un meteorite caduto sulla terra. Ma questa teoria non spiegava la sua conformazione con dislivelli che possono raggiungere i 40 metri di altezza. La Struttura di Richat è stata etichettata quindi come il risultato di un innalzamento geologico simmetrico: una cupola vulcanica gigantesca, svelata in milioni di anni dall’azione erosiva di acqua e vento. Le rocce sedimentarie affioranti sono del tardo Proterozoico, l’era geologica in cui la Terra ha subito una intensa attività tettonica che ha condotto alla separazione dei continenti e all’innalzamento delle catene montuose. Poi la presenza di quarzite determina il diverso grado di erosione della struttura, dalla curiosa forma concentrica. A dare origine ai vari anelli concentrici pare essere stata la differente velocità di erosione: le rocce più resistenti hanno formato le creste più alte di colore blu, verde e porpora, mentre quelle più fragili hanno prodotto le valli di color giallo.
Guardare l’Occhio del Sahara dall’alto è sicuramente il modo migliore per apprezzarlo, ma esistono tour nel deserto che permettono di calpestare quelle rocce millenarie: le temperature sono molto alte di giorno e basse di notte, ma una volta raggiunto, nonostante le difficoltà,  sarà difficile dimenticarlo.

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