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Perché l’olio extra-vergine fa bene al cuore,scoperto il suo segreto.

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Esperti del St. Michael’s Hospital a Toronto hanno scoperto il segreto dell’olio extra-vergine d’oliva: in una ricerca pubblicata su “Nature Communications” hanno spiegato perché fa bene al cuore e in generale alla salute cardiovascolare.
L’alimento aumenterebbe una proteina nel sangue (ApoA-IV) che tiene a bada le piastrine (le cellule che servono a evitare emorragie) che, se si aggregano impropriamente, possono generare trombi (bloccando la circolazione del sangue) e quindi portare anche all’infarto o all’ictus.
I ricercatori hanno descritto il meccanismo con cui la molecola si lega a un recettore sulle piastrine impedendo loro di aggregarsi: i livelli di ApoA-IV nel sangue aumentano con l’ingestione di cibi che contengono grassi insaturi come l’olio extra-vergine e tale proteina, riducendo la capacità delle piastrine di aggregarsi, impedirebbe la creazione di trombi che occludono le arterie.

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Gli esperti auspicano che i risultati della ricerca possano portare a nuove terapie preventive e protettive per la salute cardiovascolare.
A questi si aggiungono i grassi non saturi di cui l’olio e’ ricco, che costituiscono un’alternativa salutare ai grassi di origine animale.
L’accoppiata polifenoli-grassi non saturi rende l’olio d’oliva vergine una fonte di grassi in grado di ridurre il colesterolo ‘cattivo’ e un alimento capace d’alleviare lo stress cardiaco derivante dai processi di ossidazione.
Gli autori della ricerca, un gruppo di scienziati spagnoli dell’Istituto municipale di ricerca di Barcellona, hanno studiato gli effetti dell’assunzione di vari tipi di oli vegetali da parte di 200 uomini giovani e di mezza eta’.
Dopo tre settimane, i ricercatori hanno rilevato che il livello di colesterolo ‘buono’ era significativamente aumentato fra i soggetti che avevano usato l’olio d’oliva vergine come fonte principale di grassi nella loro dieta.
L’olio, pero’, deve essere proprio vergine: non basta un derivato delle olive qualsiasi. La dottoressa Maria Covas, una delle autrici della ricerca, ha spiegato in dichiarazioni alla Reuters, che ”tutti gli oli vegetali tranne quello d’oliva vergine sono sottoposti a un processo di raffinazione in cui i polifenoli vanno quasi interamente perduti”.
Ma l’olio d’oliva vergine non e’ una panacea e la Covas e’ la prima a sconsigliare, per il momento, di abbandonare l’uso di altri oli vegetali (ad esempio per cuocere o friggere): saranno necessarie ulteriori ricerche su scala piu’ ampia, per verificare vantaggi e svantaggi di una simile scelta.

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