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METAFONIA: UN POSSIBILE FILO DIRETTO CON L’ALDILA’

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Metafonia: è un presunto fenomeno paranormale che riguarda la manifestazione di voci (ed eventualmente anche immagini) di origine apparentemente non umana in registrazioni. La pratica metafonica si effettua registrando suoni dell’ambiente circostante nella speranza di poter captare suoni o una voci proveniente da una dimensione soprannaturale. attraverso l’uso di uno strumento come un registratore o un apparecchio radiofonico.

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La metafonia è’ una pratica che è usata soprattutto nell’ambito di associazioni formate da soggetti che hanno subìto una perdita prematura di un loro congiunto e vogliono in qualche maniera mantenere un contatto con esso.

La metafonia viene considerata una forma di spiritismo,  che potrebbe, secondo il parere religioso, arrecare le stesse conseguenze negative. Secondo quanto consigliato dagli stessi esorcisti sarebbe da evitare l’invocazione diretta o indiretta di spiriti trapassati e secondo tali pareri quindi la Metafonia non dovrebbe essere praticata.

Nell’Antico Testamento è Dio stesso a  intimare di non invocare le anime dei morti. Un caso particolare e diverso riguarda particolari figure di santi che hanno avuto l’opportunità di avere un colloquio o visione di persone defunte ma senza l’ausilio di strumenti o di figure medianiche.

Parlando di Metafonia o “voci elettroniche” (o EVP, Electronic Voice Phenomena), conosciuto anche col nome di psicofonia o transcomunicazione strumentale la rappresentazione più eclatante è data dalla registrazione anomala di voci (di solito poco chiare), attribuite a spirito, su un supporti digitali, oppure la loro ricezione tramite una radio, un televisore o persino altri strumenti elettronici.

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I sostenitori della Metafonia affermano che essa permetterebbe di entrare in contatto con i defunti, o comunque con una dimensione diversa dal piano fisico, permettendo un contatto con entità intelligenti di origine ignota, che interagirebbero attivamente alle domande che vengono poste. Ad oggi non ci sono riscontri affermativi scientifici sull’argomento, sebbene vi siano delle testimonianze alquanto inquietanti che sono state catturate da studiosi del fenomeno ma anche in forma amatoriale e che hanno lasciato senza parole coloro che hanno avuto l’opportunità di ascoltarle.

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Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la metafonia non è affatto un fenomeno recente e possiamo senz’altro affermare che essa è nata nel momento in cui l’uomo ha scoperto l’esistenza delle onde radio. Infatti furono personaggi esimi, al di sopra di qualunque sospetto di ciarlataneria, quali Guglielmo Marconi e Thomas Edison, a rendersi conto, per primi, dell’esistenza delle cosiddette “voci anomale” che si presentavano durante alcune normali trasmissioni radio.
Già nel 1934, durante una tipica seduta spiritica condotta da una medium abbastanza conosciuta all’epoca, Bice Valbonesi, alla presenza del presidente della Società Italiana Studi Psicofonici, l’ingegner Lorenzo Mancini, si presentò una entità che sosteneva di essere uno scienziato e predisse che «negli anni a venire sarebbe stato scoperto nel campo dell’elettromagnetismo, qualcosa che avrebbe consentito di parlare coi defunti in maniera diretta».
Ma colui che diede ufficialmente inizio alla ricerca metafonica in tutto il mondo fu il regista documentaristico svedese Friedrich Jürgenson (nella foto).Il 12 giugno 1959, nella campagna di Stoccolma, in Svezia, egli aveva collocato alcuni registratori con lo scopo di registrare alcune voci di uccelli notturni che gli occorrevano per un suo documentario. Fu grandissima la sorpresa, il giorno dopo, quando, riascoltando il registrato, egli udì chiaramente la voce della sua mamma defunta che lo chiamava. Da allora Jurgenson si dedicò strenuamente alla ricerca metafonica giungendo a raccogliere migliaia di voci di defunti conosciuti da lui stesso ma anche molte altre da persone defunte che gli erano totalmente sconosciute. Secondo il catechismo moderno, Dio consente ai nostri cari defunti, che vivono in una dimensione ultra-terrena, di inviare messaggi per guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La Chiesa ha deciso di non proibire più il dialogo con i morti, a condizione che questi contatti siano motivati da seri propositi religiosi e scientifici (pubblicato sul quotidiano vaticano L’Osservatore Romano – citato su Sarah Estep’s American Association Electronic Voice Phenomena, Inc Newsletter, Vol 16 No, 2 1997 ).Ovviamente, la Chiesa si rende conto del fatto che la scienza sta facendo progressi enormi, inevitabili, irreversibili e cumulativi che nessuno ha l’autorità di fermare.
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Marcello Bacci ( nato a Grosseto nel 1927, è un pioniere nel campo della Metafonia, ndr) inizia le sue ricerche nel mondo del paranormale all’inizio degli anni ’60 passando attraverso una vasta gamma di metodologie. Dopo alcuni anni di sperimentazione con il magnetofono la ricerca si è andata focalizzando nella ricezione di Voci paranormali tramite un apparecchio radio-ricevente a valvole. 
L’uso di un apparecchio radio come strumento idoneo alla ricezione delle Voci paranormali fu suggerito dalle Voci stesse che Bacci registrava su magnetofono. I contatti radio avvengono oggi con particolari e ben precise modalità subordinate alla presenza di Marcello Bacci, elemento medianico catalizzatore di energie misteriose “che non sono di ordine scientifico, ma di altro ordine”, come hanno precisato le Voci stesse. Tentativi di stabilire il contatto in assenza di Bacci hanno dato sempre esito negativo, confermando il ruolo medianico dello sperimentatore.
Le Voci hanno ripetutamente ribadito che il contatto avviene e deve essere mirato ad alleviare la sofferenza delle persone colpite dalla morte di un congiunto profondamente amato e fin dall’inizio della sperimentazione di Bacci almeno un terzo della durata degli interventi e stato dedicato a favorire l’incontro fra “vivi e morti”, anche se spesso ci è stato detto che le parti sono invertite, cioè chi ci parla dice di essere “vivo più che mai” e che noi siamo “morti”, nel senso che siamo oppressi e limitati dalla materia. Questa fase del contatto è resa inequivocabile da un metodo molto incisivo e convincente: alcuni degli ospiti, anche coloro che partecipano per la prima volta, vengono chiamati dalla Voce della radio per nome e talvolta anche col cognome per richiamarne l’attenzione: viene quindi introdotto il congiunto dando conferma della sua presenza proprio lì alla radio e viene favorito un dialogo diretto. Si avverte in questi interventi una forte carica emozionale ed emerge la determinazione primaria di farsi riconoscere e di tranquillizzare: il defunto si presenta insistentemente con il proprio nome, afferma la propria sopravvivenza e spesso dichiara la propria sorpresa di ritrovarsi vivo immerso in una luce sfolgorante; talvolta la Voce si esprime con il timbro e le caratteristiche foniche della voce umana, che, riconosciuta, suscita profonda e sconvolgente emozione nei genitori.
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