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Prove di vite passate : 10 storie VERE

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Casi inquietanti e documentati di ricordi di vite passate..

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. 

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1. UN BAMBINO DI TRE ANNI RICORDA LA VITA PASSATA, IDENTIFICA L’ASSASSINO E LA COLLOCAZIONE DEL CORPO

Il defunto dottor Eli Lasch, meglio conosciuto per il suo lavoro di medico a Gaza nel corso di operazioni israeliane, ha studiato il caso di un bambino di tre anni che viveva vicino al confine tra Siria e Israele. Il piccolo ha detto di ricordare di essere stato ucciso con una scure nella sua vita precedente. Non solo: ha mostrato agli anziani del villaggio dove era stato sepolto il suo corpo, dove era stata sepolta l’arma del delitto e ha infine identificato il suo assassino. Successivamente, nei posti indicati sono stati effettivamente rinvenuti un corpo con una ferita alla testa e una scure. Anche l’assassino ha ammesso di aver commesso l’omicidio.

2. UN RAGAZZO RICORDA SUA MOGLIE E IL SUO OMICIDA DELLA VITA PASSATA

Semih Tutusmus è nato nel villaggio di Sarkonak in Turchia. Appena è stato in grado di parlare, ha detto che il suo nome era Selim Fesli. Al tempo che era incinta, la madre di Tutusmus aveva fatto un sogno in cui era apparso un uomo con il viso insanguinato che si identificava come Selim Fesli. Nel 1958, in un campo nei pressi di un villaggio nelle vicinanze a dove viveva la famiglia di Tutusmus, era morto un uomo di nome Selim, colpito con un colpo d’arma da fuoco al volto e all’orecchio destro. Tutusmus è nato con l’orecchio destro deforme.

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Quando aveva quattro anni, Tutusmus si è recato a casa di Fesli e ha detto alla vedova dell’uomo: «Io sono Selim e tu sei mia moglie, Katibe». Ricordava i dettagli intimi della loro vita trascorsa insieme e il nome dei loro figli, e ha anche identificato l’uomo che gli aveva sparato. Questo caso è stato studiato dal defunto dottor Ian Stevenson dell’Università della Virginia.

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3. UN CAPO DEI POMPIERI È STATO UN GENERALE DELLA GUERRA CIVILE?

Quando nelle vesti di turista, il pensionato assistente capo dei vigili del fuoco statunitensi Jeffrey Keene ha visitato il sito dove – nel corso della Guerra Civile americana – si è combattuta la battaglia di Antietam, è stato inspiegabilmente sopraffatto dall’emozione e ha avvertito delle strane sensazioni fisiche. Quando successivamente ha riparlato di queste sensazioni, sono apparse impetuosamente nella sua mente le parole ‘non ancora’. In seguito, ha iniziato a interessarsi della Guerra Civile e, mentre stava sfogliando una rivista sull’argomento, le parole ‘non ancora’ tra virgolette sono risaltate alla sua attenzione. Il generale John B. Gordon aveva enfaticamente ripetuto ‘non ancora’ mentre stava trattenendo le sue truppe dal dare avvio all’assalto nella battaglia di Antietam.

Keene era rimasto particolarmente colpito dalla somiglianza fisica che aveva con il generale Gordon. Inoltre, molti dei pompieri della squadra di Keene sembrano assomigliare ai soldati che hanno combattuto agli ordini di Gordon. Keene ha scoperto altre somiglianze tra lui e il generale, comprese le voglie sul suo corpo nei punti in cui Gordon era stato ferito. Questo caso è stato studiato dal dottor Walter Semkiw, uno psichiatra che lavora come esperto sulla reincarnazione presso l’Istituto per l’integrazione di Scienza, Intuizione e Spirito.

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4. UN BAMBINO RICORDA DI ESSERE STATO UN PILOTA DELLA II GUERRA MONDIALE

Il dottor Jim Tucker dell’Università della Virginia ha studiato il caso di James Leininger della Louisiana, il quale all’età di due anni ha iniziato ad avere l’incubo di schiantarsi con un aereo. Ha detto che il velivolo è stato abbattuto dai giapponesi, che era decollato dalla nave Natoma e che aveva un amico di nome Jack Larson. Ha inoltre suggerito che in quella vita precedente il suo nome era James.



Un pilota che ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, la cui vita e la cui morte corrispondono a tutti questi dettagli, è realmente esistito e porta il nome di James Huston Junior. Leininger è stato anche in grado di identificare da una fotografia il luogo dove si era schiantato il suo aereo.

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5. MORTE IN CONSEGUENZA DI UN INCENDIO A CHICAGO

Luke aveva due anni, quando ha iniziato a raccontare ai suoi genitori di Cincinnati di una vita passata in cui era una donna dai capelli neri di nome Pam, morta saltando da una finestra nel tentativo di fuggire da un edificio in fiamme a Chicago.

Nel 1993, una donna afro-americana di nome Pamela Robinson era morta nel corso di un incendio scoppiato all’Hotel Paxton di Chicago: era saltata fuori da una finestra dell’edificio in fiamme. I genitori di Luke (che è di razza caucasica) hanno chiesto al bambino di che colore fosse la sua pelle nella vita passata e lui senza esitazione ha risposto: «nera». Sua madre ha inoltre stampato diverse fotografie di donne afro-americane, tra le quali vi era quella della Robinson. Luke ha indicato proprio quella foto dicendo: «è questa Pam». La storia di Luke è stata raccontata nel programma The ghost inside my child (Il fantasma che c’è in mio figlio) dell’emittente televisiva americana A&E.

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6. UN BAMBINO DI QUATTRO ANNI RICORDA LA SUA VITA PASSATA A HOLLYWOOD

Ryan aveva quattro anni, quando ha iniziato a raccontare della sua vita precedente trascorsa a Hollywood conclusasi per un attacco cardiaco. Un libro su Hollywood dove ha notato una foto tratta dal film del 1932 Notte dopo notte, ha poi innescato ulteriori ricordi. Il bambino ha affermato di essere amico di un uomo che nel film interpretava la parte di un cowboy e che recitava anche negli spot pubblicitari delle sigarette. L’attore in questione si chiama Gordon Nance, ha recitato in diversi film western ed è stato il testimonial del marchio di sigarette Viceroy.

Ryan si è poi identificato in un uomo di nome Marty Martyn raffigurato in una foto. Il bambino ricordava bene una scena in cui Martyn aveva recitato e numerosi dettagli della sua vita, come i tempi in cui ballava a Broadway, le sue tre sorelle minori e il colore della sua auto. Su questo caso, ha indagato il dottor Tucker, il quale ha verificato i ricordi di Ryan con i membri ancora in vita della famiglia di Martyn.


7. UN BAMBINO RICORDA LA VITA IN CUI ERA UN MONACO NELLO SRI LANKA

Duminda Bandara Ratnayake di Thundeniya, Sri Lanka, ha iniziato a parlare della sua vita precedente in cui era un monaco quando aveva circa tre anni, e da allora ha insistito a seguire i comportamenti e le restrizioni rituali dei monaci. Ha raccontato che era un monaco anziano al tempio Asgiriya e che quando è morto, aveva avvertito un dolore al petto. Ha detto che possedeva una macchina rossa, ha parlato con affetto di un elefante e ha ricordato che aveva una radio.

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Il Venerabile Mahanayaka Gunnepana, un monaco deceduto del tempio Asgiriya, corrisponde alle descrizioni fornite dal bambino. Tuttavia, in questo caso sono state riscontrate lievi discrepanze: per esempio, il fatto monaco possedeva un grammofono e non una radio; ma il bambino potrebbe, non sapendo cos’è un grammofono, non essere stato in grado di descriverlo correttamente. Oltre a questo alcune delle caratteristiche ricordate erano insolite per i monaci della regione. Questo caso è stato studiato dal dottor Elendur Haraldsson, professore emerito presso l’Università d’Islanda a Reykjavik.

8. UN BAMBINO LIBANESE RACCONTA CORRETTAMENTE I DETTAGLI DELLA VITA PASSATA

Il dottor Haraldsson si è recato in Libano per indagare sul caso di un bambino di nome Nazih Al-Danaf. Al-Danaf ha cominciato a raccontare ai suoi genitori della sua vita passata non appena è stato in grado di parlare. Ha parlato con orgoglio di tutte le armi che possedeva e ha usato dei termini che i suoi genitori non si aspettavano conoscesse alla sua età. Oltre a questo, ha mostrato un insolito interesse per whisky e sigarette, ha parlato di un amico muto che aveva una sola mano, ha detto che aveva una macchina rossa e ha raccontato di essere stato ucciso da delle persone che erano andate a cercarlo.

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Al-Danaf ha poi voluto recarsi nella casa dove sosteneva di aver vissuto nella sua vita passata, a Qaberchamoun, una piccola cittadina a circa 17 chilometri dal luogo in cui vive attualmente. In quell’abitazione, un tempo viveva un uomo di nome Fuad Assad Khaddage e i dettagli della sua vita corrispondevano con quanto affermato dal ragazzo. La vedova di Khaddage ha posto al bambino svariate domande per verificare quanto sosteneva, tra cui: «Chi ha costruito le fondamenta del cancello all’ingresso di questa casa?» a cui Nazih ha risposto: «Un uomo della famiglia Faraj». La risposta era corretta, così come lo sono state altre risposte ad altre sue domande.

9. UN IMPRENDITORE RICORDA UNA LEZIONE DELLA VITA PASSATA

L’attività di lavanderia di Ruprecht Schultz a Berlino, in Germania, è fallita al momento dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Questo sembrava aver innescato in Ruprecht dei ricordi di una vita passata, nella quale anche allora aveva fallito la propria attività. Ha ricordato che l’attività della sua vita passata aveva a che fare con il legname e le spedizioni, e che si era suicidato sparandosi in un giorno di festa per aver subito delle perdite finanziarie. Per quanto riguarda il luogo sembrava attratto da Wilhelmshaven, una città portuale della Germania; inoltre ‘avvertiva’ che il suicidio era accaduto nel penultimo decennio dell’800.

Il dottor Stevenson ha rinvenuto le documentazioni di un uomo di nome Helmut Kohler, morto suicida nel 1887 a Wilhelmshaven durante la Giornata di preghiera e di penitenza. Nella sua attività di spedizioni, Kohler aveva preso la pessima decisione di importare una grande quantità di merce basandosi sulle ingannevoli previsioni di un aumento delle tasse sul legname. Ma secondo quanto si è poi riscontrato, l’attività di Kohler non andava così male come pensava quando si è sparato; è stata un’importante lezione per Schultz, che, nonostante la grossa perdita a cui stava facendo fronte, ha guardato al futuro con speranza.

10. LO SCENEGGIATORE DI ‘VIA COL VENTO’ SI È REINCARNATO NEL MIDWEST?

Un ragazzino di nome Lee insisteva nel sostenere che il suo nome fosse Coe e che il suo compleanno fosse il 26 giugno. Diceva di aver vissuto abitualmente a Hollywood, di aver avuto una figlia di nome Jennifer e di aver scritto dei film. Quando sua sorella gli ha chiesto quanti anni aveva al momento della sua morte, ha risposto che ne aveva 48. La sua famiglia gli ha elencato una serie di film, chiedendogli se avesse scritto qualcuno di loro, e quando è stato menzionato Via col vento, il bambino ha risposto di sì. Sidney Coe Howard ha scritto la sceneggiatura di Via col vento, ha avuto una figlia di nome Jennifer ed è morto all’età di 48 anni. Questo caso è stato esaminato dal dottor Tucker.

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