IL POTERE DI ROL : colore verde, la quinta musicale ed il calore

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Se state leggendo questo articolo, sicuramente siete a conoscenza della figura di Gustavo Rol e probabilmente già conoscete gran parte della sua storia. Gustavo Rol sembra sia stato l’unico essere umano al mondo in grado di modificare la materia con la sola volontà del pensiero, con eccezionali esperimenti che non staremo a citare in questo articolo, in quanto presenti in rete a sufficienza e recuperabili facilmente per chi non fosse informato.

 




Rol si rese conto di possedere questo straordinario potere nel 1927 e ne rimase molto turbato, tanto da scrivere sul proprio diario personale questa frase:
“Ho scoperto una tremenda legge che lega Il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura”




Sicuramente una frase molto d’effetto, che da quasi un secolo permane nella curiosità di tutti gli esoterici, ma anche dei fisici. Non per nulla anche Albert Einstein volle conoscere personalmente Gustavo Rol.

Quando Rol scoprì di possedere questo straordinario potere, attribuì proprio questo potere a tre riferimenti particolari, ove lui si concentrava per far si che la materia si muovesse nella direzione da lui voluta. I punti focali a cui si riferisce sono: il colore verde, la V musicale ed il calore. Probabilmente il punto più determinante è proprio il colore verde, e poi vedremo il perchè.
Prima di tutto analizziamo gli altri due punti, iniziando dal calore.

 

 

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Il calore è forse il punto che forse meno può interessarci, in quanto è solo una conseguenza, una percezione causata dagli altri due fattori, cioè dal colore verde e dalla V musicale.
Per quanto riguarda la V musicale, Rol attribuiva a questo fattore una vibrazione, la stessa vibrazione percepita visualizzando il colore verde, con la quale sentiva un grande potere dentro di se. Ma probabilmente l’elemento principale di questo potere è proprio il colore verde, la visualizzazione del colore verde nel medesimo istante in cui si metteva in atto la modifica della realtà. Perchè proprio il verde?




Rol definiva il colore verde come colore di mezzo, ma come vedremo, la spiegazione è ben più complessa e molto curiosa. Come detto, Rol visualizzando il colore verde, percepiva questa vibrazione che in un certo senso lo faceva sentire onnipotente. Ora vedremo il perchè di tutto questo e del come Rol riusciva a connettersi e manipolare la materia esterna a lui.

 






Nell’Ottobre 1943 sulla nave Eldridge D173, completa di equipaggio, fu condotto un esperimento chiamato Philadelphia experiment o Project rainbow, basato sulla teoria del “Campo Unificato” di Albert Einstein. Questo esperimento si proponeva di ottenere la sparizione di un corpo. Sulla nave furono montati dei generatori di magnetismo del tipo “de-gausser” ed una volta attivati, la nave cominciò, pare, a scomparire avvolta in una nebbia luminescente verde. Tale “nebbia” avvolse la nave che scomparve alla vista degli osservatori situati a bordo delle vicine navi S.S.Andrew Furuseth e S.S. Malay. Si originò un campo di forma sferica schiacciato ai poli, di circa 100 metri d’ampiezza, all’interno del quale rimase, come unica cosa visibile, l’impronta di uno scafo immerso nell’acqua. Secondo le testimonianze, chi si trovava dentro la sfera poteva vedere tutto, come non vi fossero state mutazioni, pur muovendosi, in pratica, nel nulla.

 

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Con tale esperimento fu raggiunta la totale invisibilità e, sembra cosa non preventivata, lo spostamento di materia da un luogo ad un altro. L’Eldridge fu vista apparire e sparire a Norfolk, in Virginia. Al momento della rimaterializzazione del D173 alcuni componenti dell’equipaggio furono ritrovati tra le lamiere della nave o tra le tavole di legno come se si fossero rimaterializzati al posto sbagliato. In conseguenza di questo, l’equipaggio subì un’altro effetto devastante che proseguì anche quando l’esperimento ebbe fine. Gli uomini sparivano e riapparivano improvvisamente, in ogni luogo: a casa, per strada, al bar, sotto gli occhi esterrefatti dei presenti. Per facilitare il loro “ritorno” si doveva praticare una tecnica detta “sovrapposizione delle mani”, ossia toccare prontamente lo sventurato per far cessare l’insolito fenomeno. Molti ebbero problemi psichici, altri furono internati in ospedale, uno sparì davanti ai familiari.




Pare che con questo esperimento non si volesse, in realtà, sperimentare l’invisibilità di un mezzo, bensì sperimentare balzi spazio temporali, da un tempo ad un altro, e balzi multidimensionali, cioè in altre dimensioni a noi sconosciute, veri e propri viaggi in universi paralleli.



 

Come già detto, il punto che a noi interessa veramente, è che tutti i membri dell’equipaggio che sono sopravvissuti a questi cambi dimensionali, hanno tutti testimoniato che durante “il passaggio” erano avvolti in un’immensa nebbia di colore verde, lo stesso colore che Gustavo Rol visualizzava per ottenere la vibrazione a lui favorevole.




Cosa potrebbe essere dunque questo colore verde? Potrebbe quasi sicuramente essere il colore della vera natura della realtà, quella realtà che noi non vediamo, perchè incatenati nel piano materiale a bassa vibrazione. Quando la vibrazione aumenta, ci si connette alla Realtà reale, laddove tutto è connesso e laddove si ha accesso per modificare tutta la realtà che ci circonda.

Proprio per questo consigliamo a tutti coloro che mettono in pratica la legge di attrazione, di visualizzare il colore verde durante la visualizzazione dei propri obiettivi, e sicuramente così facendo, avrete dei risultati ben più straordinari di quanto siate abituati.
Il verde è la chiave di tutto, il verde è il colore di ciò che volete manipolare, così come lo aveva capito Gustavo Adolfo Rol.

A cento anni dalla nascita, la figura di Gustavo Adolfo Rol – uno dei più grandi sensitivi del XX secolo – viene per la prima volta sottoposta a uno studio rigoroso e approfondito. In questo libro non si parla soltanto degli incredibili e documentati esperimenti cui dava vita (scrittura e lettura a distanza, chiaroveggenza, comparsa di oggetti, diagnosi mediche, smaterializzazioni…), ma anche dell’uomo, del suo carattere, del suo pensiero e delle sue passioni, nonchè della sua affascinante e lunga esistenza, ripercorsa sin dai tempi della sua fanciullezza e della scuola.




Ricca di testimonianze inedite, l’indagine di Ternavasio dà per altro spazio, accanto ai ricordi e ai pareri degli illustri personaggi che lo hanno frequentato nella sua casa di via Silvio Pellico, a Torino, anche alle voci degli scettici, una sparuta ma agguerrita “pattuglia”.

 

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Dopo una vita dedicata al prossimo, Rol muore il 22 settembre 1994 all’ospedale le “Molinette” di Torino. Rol resta ad oggi uno degli esempi più sublimi del potenziale umano risvegliato, lui stesso amò definirsi “il grande precursore” (sottotitolo del libro che volle far scrivere alla giornalista Giuditta Dembech) intendendo che quello che lui faceva sarebbe stato un giorno appannaggio di tutta l’umanità!




“Ed a quanti mi chiedono di rivelare il mezzo col quale si manifestano tanti stupefacenti fenomeni, rispondo che la mia forza sta nel tenere i piedi ben saldi sulla terra. Ammettere e conoscere la realtà, predispone a possibilità le più insperate, le più incredibili, avendo qualsiasi realtà infiniti risvolti.”

“I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza.
Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare!”

Gustavo Adolfo Rol




ALCUNI ESPERIMENTI SIGNIFICATIVI DI ROL




  • «Mi trovavo sul balcone con un fabbro che stava eseguendo dei lavori con in mano una mazzetta. In quel momento arrivò il dottore. Scherzando dissi al fabbro: “Lo sa che il dottore potrebbe far passare la cassetta dei ferri attraverso la parete?” Il fabbro sorrise incuriosito e incredulo. Allora Rol si fece dare la mazzetta e fece il gesto di gettarla contro il muro. La mazzetta scomparve, ci recammo nell’ingresso, era finita sulla poltrona vicino alla statua di Napoleone: era passata attraverso tre pareti».

  • «Una sera, dovetti aiutare il dottore a portare un quadro sulla macchina di una signora che era venuta a trovarlo e che voleva poi dargli un passaggio. Li accompagnai alla Topolino della signora, che era posteggiata sul corso. La signora era imbarazzata e gli disse: “Mi dispiace, la mia macchina è troppo piccola, può andar bene per il professor Valletta, lei non riesce ad entrare”. “Non si preoccupi signora”, le rispose il dottor Rol, “si risolverà tutto”. All’improvviso diventò piccolo e minuto, e poté sedersi in macchina con disinvoltura. Ero allibito, le gambe mi tremavano».Testimone: Arturo Bergandi (uomo di fiducia e factotum in casa Rol)

 

 




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